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Christian Merli, eclettico e grintoso

Pista, cronoscalate, motoslitta, rally e per allenarsi, il kart. Vent’anni fa, Christian Merli appena patentato staccò la licenza per gareggiare. Dove c’è un motore da corsa, il trentottenne driver di Fiavè è protagonista. Sorriso simpatico ed un carattere tranquillo, sereno. Uomo disponibile, onesto, eclettico e soprattutto grintoso. Si stizzisce, certo, come all’arrivo della Trento - Bondone nel 2009, quando sfuggì la vittoria assoluta per 1”5. Si ruppe, a qualche chilometro dal traguardo, la leva del sequenziale. Era la gara di casa ed è dal 1970 che un trentino non sale sul gradino più alto del podio.

La frustrazione
“Certo. E m'arrabbio. Quando il mezzo non è a posto o si rompe. Oppure quando la vittoria ti sfugge per un soffio. Piuttosto preferirei buscare 10” per errori commessi”.

La passione per i motori
“Mio padre gestiva un ristorante a Trento, vicino ad un’ officina di riparazione ed elaborazione auto. Non andavo ancora a scuola e, quando mi cercavano, venivano direttamente a prendermi dall’autoriparatore. Passavo ore ad osservare le macchine. Credo sia nato tutto lì”.

La prima gara della carriera
“Ho iniziato con la motoslitta nel ’91 al Passo del Tonale”.

Le cronoscalate
“L’esordio in salita, al volante della Peugeot 205 Gti di gruppo N, è stato nel 1993 alla Levico – Vetriolo. In carriera credo poi d’aver effettuato un centinaio di gare. Ho gareggiato con vetture Turismo, Sport e monoposto. Ho provato tutto”.

I rally
“E’la mia grande passione. In un rally c’è tutto. Salita, discesa, misto stretto, guidato, tratti veloci e si rimane al volante tutta la giornata. Ho dovuto ridimensionare i programmi a causa del budget. L’esordio è stato al Città di Bassano con la 205 di gruppo N nel ‘95. Un errore in una delle prime speciali, dove abbiamo rotto il radiatore. L’abbiamo riparato alla meglio. Il risultato? Primi di classe, 23° posto nella classifica assoluta e primi tra gli Under 23. In carriera ho partecipato ad una quindicina di rally. Lo scorso anno, al San Martino di Castrozza valido per il Trofeo Rally Asfalto, ho corso per la prima volta con la Peugeot 206 WRC. Vettura straordinaria, ma con dieci anni sulle spalle. Pur con qualche problema ai freni ed un testacoda iniziale, ci siamo classificati al quinto posto assoluto, dopo aver dominato anche una speciale. Gara fantastica”.

La pista
“E’ stato nel ’97. La 106 di gruppo N classe 1.600, l’avevo totalmente elaborata da solo in garage. Ho conosciuto il tracciato solo nelle prove libere. In gara è stata subito bagarre in mezzo ad una ventina di concorrenti. Secondo assoluto”.

I ricordi incancellabili
“Moltissimi. La vittoria nel Trofeo Peugeot del ’95 nelle cronoscalate oppure la vittoria di classe in Bondone con la Clio di gruppo A nel ‘97. Un record del tracciato rimasto imbattuto per una decina d’anni. La vittoria del TIVM del 2004, l’ultima gara e vittoria assoluta con la fantastica Picchio ad Alghero, corsa valida per il Campionato Italiano Velocità in Montagna”.

Le delusioni
“Una in particolare. Quando a venticinque anni capii che non avrei mai potuto trasformare questa passione in una professione”.
Si ferma, infatti. Una sosta dal 1998 al 2003 per mancanza di budget. Poi torna, scatenato più che mai. Si presenta allo start del Bondone con la Clio Maxi. Chiude 12° assoluto e primo tra le gruppo A duemila.

Lo start con la motoslitta
“Ventiquattro partenti suddivisi in due file da dodici atleti l’una. La linea dello start è larga una quindicina di metri, mentre il percorso diventa immediatamente un imbuto alla prima curva. Semaforo rosso con tre luci. Si spengono una alla volta. Moto frenata, mentre il pollice spinge la leva del gas della mia Lynx RS 600. Al verde, si spinge al massimo. Se il tracciato è ben innevato ed hai qualcuno davanti, non vedi quasi nulla per la polvere di neve, mentre se il percorso è duro volano pezzi di ghiaccio. Da rilevare che ogni manche dura 10’ più due giri. Dopo il passaggio di 24 concorrenti, la pista cambia in continuazione. Nuove buche, salti, avallamenti. Tra una manche e l’altra passano una ventina di minuti. Un intervallo per sistemare, regolare il mezzo. Lavoro che eseguo da solo. Non ho un meccanico, a differenza del mio diretto avversario Ploner. Mentre noi siamo fermi, gareggiano le categorie promozionali. Quando ritorniamo in pista, la troviamo totalmente trasformata, distrutta”.

La revisione post gara della motoslitta
“E’ compito mio. Torno a casa dopo il lavoro e smonto tutto il mezzo. Pulisco, controllo, sostituisco i pezzi, effettuo le regolazioni e preparo la motoslitta per la prossima gara”.

La stagione 2011
“Partecipo al CIVM con la Picchio Evo. S’inizia a maggio e nel frattempo m’allenerò con il kart. Non escludo d’essere al via, sponsor permettendo, in un paio di rally compreso il San Martino”.

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